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I benzinai della provincia di Massa Carrara sul piede di guerra per i costi della moneta elettronica

29 ottobre 2014 In evidenza, Massa Carrara, Lunigiana, Commercio

I gestori degli impianti di carburante protestano contro i costi della moneta elettronica che hanno raggiunto livelli innsostenibili dalle gestioni.

Nei giorni scorsi,  presso le sedi della Confesercenti Toscana Nord di Massa Carrara e di Aulla, si sono svolte le assemblee dei gestori di Massa Carrara e della Lunigiana, che erano state convocate per discutere delle problematiche relative ai costi della moneta elettronica che hanno raggiunto livelli insostenibili per le gestioni. Problematiche  che si sono ulteriormente aggravate con la pubblicazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 51 con il quale è stato eliminato il divieto di applicare  commissioni agli acquisti effettuati presso gli impianti di distribuzione del carburante inferiori a 100 euro ed anche con l’introduzione,  dal 30 giugno scorso,  dell’obbligo di accettazione delle carte di pagamento per importi superiori a 30 euro.
Le riunioni sono state introdotte da Adriano Rapaioli, coordinatore FAIB della Confesercenti Toscana nord, il quale nella sua relazione ha evidenziato che: “la questione della moneta elettronica è fondamentale per le economie delle imprese di distribuzione carburanti, infatti  l’erogato dalla rete è transato per quasi il 40%  con moneta elettronica. Se a questo aggiungiamo che il margine del gestore oscilla, a seconda delle modalità di vendita, dall’1 al 2% del prezzo finale di vendita del carburante e che  i costi di gestione per le transazioni elettroniche variano, in ragione degli istituti e dei territori, dallo 0,5% all’1% è facile comprendere le gravissime difficoltà finanziarie dei gestori.”
“In Italia – prosegue Rapaioli -  i costi complessivi legati al mantenimento e all’uso del POS sono più alti del 50% rispetto alla media europea. Con questi numeri si annulla di fatto ogni possibilità di realizzare utile per i gestori e di conseguenza di fare impresa.”
“Purtroppo, ad oggi, rispetto al problema, a parte l’impegno di alcuni parlamentari che hanno  presentato  interrogazioni e risoluzioni, una delle quali anche approvata dalla VI Commissione Finanze, dobbiamo riscontrare l’assoluto immobilismo del Governo che ha trascurato il problema, rendendosi in tal modo complice del sistema bancario nel far pagare le inefficienze del sistema dai più deboli.”
Gli intervenuti hanno sottolineato le loro gravi difficoltà nel dover sostenere i costi sempre crescenti delle transazioni in moneta elettronica, riferendosi sia ai costi fissi dei terminali Pos sia  alle commissioni variabili sulle transazioni ed hanno evidenziato la necessità di alzare il livello della protesta per arrivare ad una rapida soluzione del problema.
Al termine della discussione le assemblee hanno deliberato di adottare,  in tutta la provincia di Massa Carrara,  le seguenti iniziative di protesta:
• Dalle 19,30 dell’11 novembre alle 7,30 del 13 novembre, sciopero provinciale con chiusura degli impianti della rete ordinaria;
• Il 12 novembre in coincidenza con la manifestazione nazionale  che si terrà a Roma in Piazza Montecitorio, verranno richiesti incontri a S.E. il Prefetto di Massa Carrara e alle principali associazioni dei consumatori per illustrare loro le ragioni della protesta;
• A partire dal 12 novembre i gestori della provincia di Massa Carrara non accetteranno più pagamenti in moneta elettronica per importi  inferiori ai 30€;
• A partire dal 15 dicembre i gestori della provincia di Massa Carrara, in assenza di provvedimenti istituzionali risolutivi,  adotteranno iniziative volte a garantire l’intangibilità del margine del gestore trasferendo sul prezzo finale di vendita del carburante tutti i costi di gestione.

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Documento sciopero                            Volantino chiusura impianti

      Volantino NO POS

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