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Massa, nessuna Scia per il servizio di consegna a domicilio di cibo e alimenti

19 marzo 2020 In evidenza, Locations, Massa Carrara

Confesercenti Toscana Nord contesta la posizione del Comune: "Prescrizione inappropriata in questo momento e soprattutto sbagliata".

In questi giorni di grave emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 ed  in seguito all’obbligo di chiusura delle attività di ristorazione per ora previsto fino al 25 marzo, parecchi ristoratori si sono attivati per garantire un servizio di pubblica utilità alla collettività,  messa a dura prova dalle restrizione e a rischio di contagio, attraverso la consegna a domicilio dei cibi cucinati. “Ma il Comune di Massa – dichiara il presidente Confesercenti Paolo Arpagaus – invece di agevolare, con una errata interpretazione della norma, chiede la Scia per effettuare il servizio, mettendo in difficoltà chi sta provando con difficoltà a trovare qualche soluzione”.

Tutto nasce da un post pubblicato sull’account facebook del Comune di Massa e su quello dell’assessore Balloni con questo avviso: “Le attività di ristorazione e gli esercizi assimilati devono essere chiusi al pubblico e possono svolgere l'attività solo con consegna presso il domicilio del consumatore, nel rispetto delle norme igienico sanitarie previste dalla direttiva europea 852/04. L'attività di trasporto, funzionalmente collegata all'attività di produzione, preparazione, vendita o somministrazione di alimenti deve risultare nella Scia relativa all'attività principale”.

Secca la replica del responsabile Massa Carrara di Confesercenti Toscana Nord Adriano Rapaioli: “La prescrizione del Comune, oltre che inappropriata in un momento di particolare gravità,  è anche sbagliata in quanto  l'art. 77 della legge regionale Toscana 62/2018 prevede che le vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori siano soggette a Scia qualora non siano accessorie ad altra attività di vendita. Ciò vale anche per l'attività di somministrazione di alimenti e bevande svolta al domicilio del consumatore. Inoltre la Regione Toscana in una nota esplicativa del 1° febbraio 2018 ha chiarito che per il mezzo di trasporto utilizzato esclusivamente a servizio dell’impresa non deve essere presentata notifica sanitaria. Il rispetto della corretta prassi igienico sanitaria, da garantire sempre e maggiormente in tempi di emergenza – insiste Rapaioli -, deve essere garantito da un adeguato piano di autocontollo e non dalla Scia. La consegna al domicilio infatti non deve essere intesa come una vendita al di fuori dei locali, ma come un servizio ulteriore reso al cliente”.

La conclusione del presidente Paolo Arpagaus. “In un momento così drammatico si chiede agli imprenditori altri adempimenti burocratici, tra l’altro non necessari. Per questo chiediamo con forza all’amministrazione comunale di rivedere urgentemente la propria interpretazione della norma, lesiva per tutte quelle attività che stanno cercando con tutti i mezzi di rimanere a galla in questo momento così difficile”. 

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