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Dal 1° luglio stop ai pagamenti in contanti sopra i 2.000 euro

19 giugno 2020 In evidenza, Locations, Toscana Nord

Previsto anche un credito di imposta riconosciuto agli esercenti pari al 30% delle commissioni sui pagamenti digitali.

Dal 1° luglio la soglia per l’utilizzo del contante viene ridotta a 1.999,99 euro (che scenderanno a 1.000 il 1° gennaio 2022). Contestualmente, con l’obiettivo di rafforzare i pagamenti digitali come forma di lotta all’evasione fiscale, scattano i bonus sui pagamenti tracciabili.

Limite ai contanti.  Il limite comporta che fino a 1.999 euro è possibile dare soldi in contanti ad un’altra persona o a un’azienda. Dai 2.000 euro in su, invece, per trasferire denaro da un soggetto a un altro è necessario uno strumento tracciabile, come il bonifico bancario, la carta di credito, ecc. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento. E tocca anche le donazioni e i prestiti, anche se fatti tra famigliari. Il tetto di 2.000 euro si applica fino al 31 dicembre 2021, mentre da gennaio 2022 scenderà a 1.000 euro.

Versamenti e prelievi. Nessun problema invece per i versamenti e i prelievi fatti sul proprio conto corrente, visto che non si tratta di trasferimento di denaro tra soggetti diversi, e per i pagamenti rateizzati in contanti come, ad esempio, le cure dentistiche.

Sanzioni. Da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 50.000 euro a seconda della gravità dell’infrazione. Tenendo presente che nella violazione sono coinvolti entrambi gli attori, ovvero chi effettua il pagamento e chi lo riceve. Fino a 250.000 la sanzione va da un minimo di 2.000 a un massimo di 50.000 euro per le parti contraenti; oltre i 250.000 euro, la sanzione va da 15.000 a 250.000 euro. Per i professionisti obbligati alla segnalazione in entrambi i casi la sanzione va da 3.000 a 15.000 euro.

Bonus pagamenti elettronici. L’incentivo sui pagamenti digitali è un credito d’imposta, riconosciuto agli esercenti attività di impresa, arte o professioni con ricavi o compensi nell’anno precedente fino a 400.000 euro. Il bonus è pari al 30% delle commissioni sulle operazioni con carte (di credito, debito o prepagate) o altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili, nei confronti di consumatori finali (persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività eventualmente svolta).

Il credito d’imposta.  Può essere usato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa; va riportato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e in quelle degli anni seguenti, fino a quando se ne conclude l’utilizzo; non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, e del valore della produzione ai fini Irap; non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 (deducibilità degli interessi passivi) e 109, comma 5 (deducibilità dei componenti negativi), del TUIR, il testo unico imposte sui redditi; è riconosciuto nel rispetto dei limiti fissati dalle norme europee in materia di aiuti de minimis, ossia massimale di 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, con limite più basso per i produttori agricoli (15.000 euro) e per chi opera nel settore della pesca e dell’acquacoltura (30.000 euro).

 

 

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