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Expo Pisa: paletti e ostacoli costringono Confesercenti a rinunciare

25 febbraio 2014 Pisa

Dopo due anni di lavoro che ci hanno visto coinvolti in un confronto costruttivo con l'intera città, con gli operatori commerciali e con l'amministrazione, dobbiamo alzare bandiera bianca a poco più di un mese dall'evento

Doveva essere l'edizione numero 25 di Expo Pisa, quella delle “nozze d'argento”. Proprio per questo la Confesercenti, organizzatrice dell'evento insieme a Nuova Kros, aveva deciso di spostarsi dalla storica sede di Ospedaletto per trasferirsi nel centro storico. Decisa anche la data, dal 27 al 30 marzo, e la dislocazione degli stand nelle varie piazze dalla stazione a Bagni di Nerone.

Due anni di lavoro, non a caso l'edizione 2013 era stata rinviata, planimetrie pronte, patrocinio della Regione, poi la doccia fredda. “L'11 febbraio scorso – spiega Luigi Micheletti, presidente centro storico di Confesercenti – il Comune ci invia una nota in cui impone ulteriori paletti (prescrizioni in termine tecnico). Tra questi, il divieto di utilizzare piazza Vittorio Emanuele come sede per l'esposizione statica delle auto. Esposizione che secondo Palazzo Gambacorti è in contrasto con le politiche comunali sulla mobilità. Curiosa – aggiunge Micheletti – anche un altra prescrizione questa volta legata a piazza dei Cavalieri, con la richiesta di adeguare le strutture alla tipologia di quelle utilizzate per il mercato dell'antiquariato”.

 

Due paletti che, ad un mese circa dalla manifestazione compromettono la realizzazione di Expo. Ancora Micheletti. “In merito alla presenza di auto in esposizione in piazza Vittorio Emanuele, vogliamo evidenziare la superficialità delle motivazioni di nessun valore pratico nella vita comune di ogni giorno. Stiamo infatti parlando – insiste il presidente del centro storico – di auto in mostra. Evidentemente le politiche di mobilità del Comune le considerano alla stregua delle migliaia di mezzi che proprio nel mese di marzo attraverseranno la città per l'apertura di Ikea. Curiosa anche la questione di piazza dei Cavalieri. La differenza che corre tra ombrelloni e banchi del mercato dell'antiquariato e la presenza, pur nella temporaneità e precarietà dell'istallazione, di strutture a se stanti di ottima fattura e immagine, riteniamo sia, per quest'ultimi, migliorativa e rispettosa dell'area”.

L'amara conclusione di Micheletti. “Sono trascorsi oltre due anni da quando, per la prima volta è stata posta all'attenzione la nostra proposta di trasferire la ultra ventennale manifestazione all'interno del centro storico con l'intenzione di mettere a disposizione delle piccole e medie imprese commerciali una occasione per la propria sopravvivenza e, contemporaneamente, dirottare nel centro cittadino le decine e decine di migliaia di visitatori che da sempre hanno affollato la nostra manifestazione. Un dirottamento dei cui vantaggi economici avrebbero sicuramente beneficiato tutti, avendo accolto anche le richieste del Comune di coinvolgere piazze cittadine come Gambacorti e Cavalieri. Dopo due anni di lavoro che ci hanno visto coinvolti in un confronto costruttivo con l'intera città, con gli operatori commerciali e con l'amministrazione, dobbiamo alzare bandiera bianca a poco più di un mese dall'evento”.

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