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Pomarance, il Comune impedisce l'apertura legittima delle rivendite di fiori

11 aprile 2020 In evidenza, Locations, Valdicecina

Il responsabile area pisana Simone Romoli: "La burocrazia continua a tenere in ostaggio gli imprenditori per una interpretazione errata del Suap".

"L'amministrazione comunale di Pomarance continua a tenere in ostaggio di una folle burocrazia le attività di commercio al dettaglio di fiori e piante. Un atteggiamento frutto di un'interpretazione personalissima del SUAP, contro tutti i chiarimenti del Governo, che dobbiamo stigmatizzare con vigore."

E' durissima la linea di Confesercenti Toscana Nord nei confronti del Comune dell'alta Valdicecina attraverso il responsabile area pisana Simone Romoli, che spiega come "già con il decreto del 22 marzo, ora sostituito dal'art. 1 lettera "ee" del decreto 10 aprile, era stato garantito lo svolgimento dell'intera filiera del settore agricolo". Prosegue Romoli: "La disposizione è stata oggetto di interpretazioni, anche dietro sollecito di Assofioristi Confesercenti, e nelle faq del Governo è stato ufficialmente chiarito che è consentita la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti. Appena ottenuto il chiarimento ministeriale ci siamo attivati con i Comuni della provincia, ottenendo un riscontro pressoché unanime alla riapertura, ovviamente nel rispetto dei protocolli sanitari. In questo modo abbiamo ridato linfa a un  settore dietro il quale ci sono imprenditori e famiglie”.

Poi l’affondo del responsabile area pisana: “Ma questo non è stato possibile a Pomarance per l'approssimazione di funzionari che, disconoscendo le interpretazioni ufficiali e limpide del Governo, pretendono il codice ateco nel decreto. Un codice superfluo perché il decreto garantisce il nulla osta all'intera filiera agricola. In settimana siamo tornati alla carica dopo che il Ministro all'agricoltura Bellanova aveva ulteriormente chiarito la questione, ma il Comune di Pomarance continua ad arroccarsi nel suo fortino non consentendo la riapertura delle attività del settore".

La conclusione di Simone Romoli: "Ci rivolgiamo al Sindaco Bacci e al vice Sindaco Fabiani per una valutazione seria della vicenda verificando quanto accade nelle altre realtà, altrimenti accadrà che, riprendendo le parole del Ministro Bellanova che sconfiggeremo sicuramente il coronavirus ma la burocrazia è più dura a morire".

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