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Ultime due settimane per il rinnovo dei contratti a termine senza causale

15 ottobre 2018 In evidenza, Locations, Lucca, Pisa, Versilia, Massa Carrara, Lunigiana, Valdera, Valdicecina, Monti Pisani

Il 31 ottobre scade il periodo tranitorio che riguarda rapporti a tempo determinato che, al 14 luglio scorso, erano già stati stipulati per la prima volta dalle due parti ma anche quelli nati e conclusi prima del 14 luglio.

Mancano due settimane alla fine del regime transitorio del decreto lavoro (Dl 87/2018 , convertito dalla legge 96/2018), la cui scadenza è fissata al 31 ottobre.

Il regime transitorio riguarda solo i rapporti a tempo determinato che, al 14 luglio scorso, erano già stati stipulati per la prima volta dalle due parti ma anche quelli nati e conclusi prima del 14 luglio. Sono inclusi nel regime transitorio anche i rapporti stipulati per somministrazione di manodopera.

I contratti rientranti nel regime transitorio possono essere prorogati sino a un massimo di cinque volte (invece che quattro, come prevede la riforma), e sino alla durata massima di 36 mesi (invece che 12, come ha stabilito il decreto lavoro) senza la necessità di apporre causali. Un effetto analogo si produce per i contratti a scopo di somministrazione, che possono essere prorogati secondo la disciplina del contratto nazione di settore (sei proroghe per ciascun rapporto, la cui durata massima è di 36 mesi).

Facciamo un esempio. Un contratto a termine viene stipulato il 1° marzo 2018, con scadenza prevista per il 30 settembre. Questo contratto era già in corso al 14 luglio e, quindi, può essere prorogato, sino a un massimo di cinque volte, senza indicazione delle causali e fino alla durata massima di 36 mesi (o quella diversa prevista dai contratti collettivi), a patto che le proroghe siano stipulate entro il 31 ottobre. Anche i rinnovi sono più facili per i contratti che rientrano nel regime transitorio: in deroga alla nuova regola che impone sempre la necessità di una causale per la stipula di un nuovo contratto a termine, il rinnovo può essere stipulato senza indicare la causale.

La scadenza del 31 ottobre non è, invece, rilevante per altre due importanti novità introdotte dalla riforma: la maggiorazione contributiva dello 0,5%, che è già entrata in vigore e si applica a tutti i rinnovi, e il limite del 30% di lavoratori flessibili, intesa come sommatoria di lavoratori a tempo determinato e somministrati (esclusi gli svantaggiati, che non hanno limite numerico) rispetto al totale di quelli in forza con contratto a tempo indeterminato. La soglia si applica solo ai contratti stipulati dal 12 agosto (data di entrata in vigore della legge di conversione). Non si applica, invece, ai contratti già in corso a tale data: anche se determinano il superamento della soglia, non sono illegittimi e possono mantenere efficacia sino alla scadenza iniziale. Il datore di lavoro dovrà però congelare ogni nuova assunzione a termine (o in somministrazione) e ogni rinnovo e proroga di tali contratti, fino a quando non rientrerà sotto il tetto del 30 per cento.

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