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Piazzone e centro: serve collaborazione, strategia e piccoli segni concreti

24 aprile 2014 Versilia, In evidenza, Commercio

Occorre uscire da uno schema polemico e di contrapposizioni personali, per spostare l'attenzione su un sistema di collaborazione e su fatti e progetti concreti.

Il dibattito sempre caldo attorno ai temi del centro città (Piazzone, piazza Cavour, zona pedonale) - commenta il direttore di Confesercenti Versilia Emanuele Pasquini - è la evidente dimostrazione di una forte sofferenza delle imprese, delle grandi necessità di questa area commerciale, delle aspettative che gli operatori hanno nei confronti del Comune, delle molte promesse nel tempo disattese. Per questo serve uscire da uno schema polemico e di contrapposizioni personali, per spostare l'attenzione su un sistema di collaborazione e su fatti e progetti concreti.

Dopo anni di immobilismo la rimozione dei chioschi chiusi, decaduti e dismessi è un piccolo segno concreto di cambiamento di rotta che certamente da solo non basta. Servono interventi urgenti di breve periodo tra i quali la riassegnazione dei loggiati del pesce; una risistemazione delle aree mercatali; un piano di iniziative ed eventi da realizzare in sinergia con gli operatori; il completamento dell'iter di revisione del regolamento del commercio su area pubblica. Ma servono anche interventi di medio periodo tra cui una revisione del piano della sosta a servizio del cuore pedonale di Viareggio, una revisione e un progetto di riqualificazione degli spazi, dei chioschi.

Naturalmente non si può sottovalutare che senza risorse tutto questo sia di difficile realizzazione. Per questo difficile pensare alla luna quando i bilanci versano nelle condizioni che tutti conosciamo.

E sul tema rapporto imprese/imposte/amministrazione da anni sosteniamo una proposta operativa che possa reimpostare un corretto rapporto in fase di difficoltà delle imprese ovvero la modifica dell'art. 35 del regolamento Cosap che abbattendo sanzioni per il ritardato pagamento potrebbe giustificare anche azioni più strette di recupero nei confronti dell'evasione totale laddove essa esista. Oggi invece difficoltà congiunturali, criticità aziendali momentanee e cattiva volontà si confondono, con il rischio di danni evidenti per tutti.

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