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Aperture domenicali, la gestione torni ai territori

13 settembre 2018 In evidenza, Toscana Nord

Il presidente Confesercenti Toscana Nord Alessio Lucarotti: “Il tema non può essere affrontato in maniera demagogica o come se si fosse ancora in campagna elettorale".

“Il tema delle aperture e chiusure festive non può essere affrontato in maniera demagogica o come se si fosse ancora in campagna elettorale. Deve tener conto delle diverse sensibilità e delle peculiarità dei territori. Sarebbe quindi fondamentale che l’argomento tornasse nella gestione delle Regioni e degli enti locali”.

Questa la posizione di Confesercenti Toscana Nord, con il suo presidente Alessio Lucarotti, in merito alla nuova disciplina degli orari degli esercizi che limiti le aperture nei giorni festivi inserita in un progetto di legge arrivato alla Commissione Attività Produttive alla Camera. “Le liberalizzazioni delle aperture delle attività commerciali, introdotte dal governo Monti a partire dal 2012, avrebbero dovuto dare una spinta ai consumi, grazie all’aumento delle opportunità di acquisto per i consumatori – dice ancora Lucarotti -. In pratica, le liberalizzazioni non hanno portato i risultati auspicati né in termini di fatturati né per incremento del numero di occupati nel settore. Giusto quindi rivedere le aperture nei giorni festivi, affidando nuovamente agli enti locali la possibilità di intervenire. Basti pensare che nel 2017 le vendite del commercio al dettaglio, su scala nazionale, sono state inferiori di oltre 5 miliardi di euro ai livelli del 2011, ultimo anno prima della liberalizzazione”.

Per Lucarotti è importante che finalmente il tema sia tornato sotto i riflettori della politica. “È necessario, adesso, arrivare ad una revisione dell’attuale regime con una norma condivisa e sostenibile. Non siamo a favore del ‘chiusi sempre’, crediamo che sia fondamentale restare aperti solo quando e dove necessario. E’ impensabile che il governo con un suo decreto possa decidere di stare chiusi o aperti allo stesso modo a Viareggio o a Caserta per fare un esempio.  L’obiettivo finale è passare dalla deregulation totale ad un minimo di regolamentazione, ragionevole e assolutamente compatibile con le prassi europee e gli interessi dei territori”.

La conclusione . “L’obiettivo, ribadisco, deve essere quello di arrivare ad una direttiva chiara a livello nazionale, che permetta però una vera autonomia a livello locale. Nostro compito è quello di mettere al centro le piccole imprese, quelle maggiormente colpite in questi anni dalla liberalizzazione”.

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