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Bancarelle, nessun rispetto per la condizione di crisi di 50 famiglie

01 marzo 2019 In evidenza, Locations, Pisa

Confesercenti sulla raccolta di firme contro il rientro al Duomo: "Un no senza proposte per salvaguardare le aziende ed il lavoro di chi ne ha pieno diritto".

“Mai messo in discussione il futuro, la sopravvivenza dei bancarellai del Duomo a scapito del riconoscimento della stessa piazza  come patrimonio Unesco. Così come mai messo in discussione quel prezioso riconoscimento Unesco a scapito della sopravvivenza delle attività commerciali, finora ancora legittimate  a richiedere la loro originaria collocazione in piazza. Mai passata per la nostra mente una qualsiasi di queste due ipotesi e ci sembra strano, molto strano, che qualcuno forse involontariamente possa immaginare che la soluzione del problema si ottenga solo attraverso il sacrificio di una delle due”.

Si apre così la risposta di Confesercenti area pisana alla raccolta di firme contro il rientro delle bancarelle in piazza dei Miracoli. Risposta che parte ripercorrendo la vicenda. “Tutto inizia nel momento in cui, per la prima volta, a Pisa si insedia una giunta della “società civile” presieduta da un sindaco, il compianto Prof. Piero Floriani che, quando già alla piazza era stato assegnato il riconoscimento di patrimonio Unesco, sapesse ben interpretare le aspettative dei tutori della cultura nella nostra città. E le interpretò talmente bene che nessuno in città contestò gli atti con cui si dette seguito ai lavori della conferenza dei servizi per la soluzione del problema.  Questo lo dovrebbe ben sapere, primo fra tutti, l'ex assessore  Pier Luigi D'Amico che con Floriani condivise gli anni di governo della città. Proprio in quegli anni la vicenda delle bancarelle, dopo aver subito il peggiore e violento attacco da parte della Sovrintendenza, della Procura della Repubblica di Pisa  e di tanti altri ancora, ebbe una svolta grazie proprio alla nostra proposta accolta dalla giunta con una soluzione che abbiamo e abbiamo più volte caldeggiata riproponendola, fino alla nausea, anche in questi lunghissimi cinque anni: lo spostamento temporaneo all'interno dell'Ospedale dietro il muro che divide la piazza dei miracoli dall'area ospedaliera, il famoso progetto Re.

Ecco, anche oggi ci saremmo aspettati  da coloro che sono contrari, “senza se e senza ma”, al rientro delle bancarelle, se pur temporaneamente, un atteggiamento come quello che consentì oltre venti anni fa di individuare il giusto percorso: sforzarsi di garantire il rispetto del sito senza apportare conseguenze disastrose a 44 piccole aziende commerciali. Basterebbe, dato che si è richiamato anche il contenuto della direttiva Olnaghi del 2012, non dimenticarsi le raccomandazioni che lo stesso Ministro rivolgeva agli organi periferici del Ministero: “...che siffatti apprezzamenti tecnico-discrezionali.....dovranno, naturalmente obbedire ai fondamentali principi di ragionevolezza e di proporzionalità”. Tutte cose, la ragionevolezza e la proporzionalità, che riteniamo   non siano mai state messe a base dei lavori del famoso “comitato interistituzionale per il decoro” e meno che mai dagli intellettuali che non accompagnano la loro richiesta con nessuna proposta tesa a salvaguardale le aziende e quelle famiglie.

Comunque, dopo gli anni della giunta Floriani (purtroppo troppo pochi per portare a termine un progetto di grande interesse per la città) forse abbiamo nuovamente trovato da parte del sindaco Michele Conti  quella stessa sensibilità. E questo ci basta per sperare in una soluzione soddisfacente per tutti. Quella soluzione per la quale ci siamo sempre battuti da oltre vent'anni”.

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