Menu
Sei in: News » 

Benzinai in sciopero per difendere il loro futuro

06 novembre 2019 In evidenza, Locations, Toscana Nord

Pompe chiuse fino a venerdì 8 novembre contro una politica del governo che mette in ginocchio una categoria già allo stremo.

E' iniziato  alle  sei di questa mattina lo sciopero di quarantotto ore dei benzinai indetto da Faib Confesercenti insieme alle altre sigle sindacali con la chiusura degli impianti stradali ed autostradali. L’adesione alla serrata, da parte dei gestori, è stata elevata e gli automobilisti hanno riscontrato difficoltà, già dalle prime ore del mattino, nell’effettuare i rifornimenti con conseguenti problemi anche nella circolazione stradale.

“Le organizzazioni dei gestori, di fronte al silenzio assordante del Governo e all’indifferenza del Ministro dello Sviluppo Economico, non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale – spiega il coordinatore Faib Toscana Nord Adriano Rapaioli -. Nonostante la dichiarazione di sciopero fosse nota da settimane, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dimostrato la sua totale assenza sul terreno del confronto con i gestori, mostrando disinteresse e superficialità verso un settore che garantisce la mobilità dei cittadini, il servizio agli automobilisti, dalla grande viabilità sino alle aree interne del paese. Il silenzio del Governo è un grave atto di irresponsabilità non solo verso i gestori, ma verso i cittadini stessi che saranno chiamati a pagare, con inevitabili disagi, il conto di una politica governativa sempre più orientata ad assumere provvedimenti di impatto mediatico, anziché soluzioni per le categorie produttive e finanche a favorire, indirettamente, il sistema bancario”.

Rapaioli entra nel dettaglio della protesta: “L’obiettivo dello sciopero è quello di invertire una tendenza che ha come obiettivo la scomparsa della categoria: dalla fatturazione elettronica, all’introduzione degli ISA, che risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), ai registratori di cassa telematici per fatturati di 2.000 euro/anno, all’introduzione di documenti di trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano: tutti adempimenti inutili, creati per scaricare sull’ultimo anello della filiera, ed anche il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per semplici errori formali. Provvedimenti che duplicano le incombenze burocratiche senza alcuna efficacia per la lotta all’illegalità o alla infedeltà fiscale, lasciando in pace gli evasori di continuare a fare business anche nel nostro settore che appare sempre più inquinato dalla criminalità organizzata”.

La conclusione del coordinatore Faib Toscana Nord. “Il Governo non solo non ascolta la categoria, ma la perseguita scaricando su di essa i costi di adeguamenti che andrebbero posti a monte, ignorando le proposte finalizzate a recuperare i quattro miliardi di frodi fiscali e illegalità, con pochi correttivi ragionevoli. Se il Governo tace l’industria petrolifera balbetta di fronte alla strage di diritti cui viene sottoposta la categoria dei gestori. Lo sciopero è anche contro le compagnie petrolifere e la miriade di titolari di impianti, piccoli, medi e grandi, cresciuti sull’illegalità contrattuale. Verso questi soggetti la Pubblica Amministrazione e il Ministero dello Sviluppo Economico continuano a mantenere un silenzio imbarazzante assistendo, muti, allo scempio che sta generando danni al Paese ed al sistema per alcuni miliardi all’anno”.

Confesercenti Toscana Nord - Via Ponte a Piglieri, 8 - Pisa - Tel. 050 888000 - Fax 050 503119 - info@confesercentitoscananord.it - privacy