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Bolkestein, gli ambulanti chiedono risposte immediate alla politica

22 febbraio 2018 In evidenza, Lucca, Pisa

Gli operatori di Pisa e Lucca hanno incontrato i candidati al Parlamento. Il presidente nazionale Anva Maurizio Innocenti: "Se il nuovo governo non ci ascolta scenderemo in piazza in tantissimi".

Rivedere la direttiva Bolkestein escludendo il settore ambulante ma soprattutto cancellare immediatamente i due articoli della legge di Bilancio che mettono a rischio il lavoro di migliaia di imprese. Queste le richieste che l’Anva Confesercenti ha fatto ai candidati alle prossime politiche in una affollatissima assemblea che si è svolta mercoledì nella sede dell’associazione a Porta a Mare.

Per l’Anva erano presenti il presidente nazionale Maurizio Innocenti, il presidente Toscana Nord Leonetto Pierotti e il coordinatore regionale del settore commercio di Confesercenti Gianluca Naldoni. Ad ascoltarli i candidati al Senato del collegio di Pisa Valeria Marrocco (Cinque Stelle), Paolo Fontanelli (Liberi e Uguali) e quelli alla Camera collegio di Pisa Edoardo Ziello (Centrodestra) e collegio di Lucca Mauro Domenici (Popolo della Famiglia).

“La Bolkestein è stata recepita dall’Italia ma no imposta – ha spiegato Gianluca Naldoni -. E’ possibile quindi intervenire se c’è la volontà politica. Certo non ripetendo l’incredibile errore commesso con l’ultima legge di Bilancio in cui sono stati introdotti due articoli che possono significare la fine di tante attività. In particolare quello secondo il quale gli ambulanti non vengono più considerati imprese ma occupazione sociale con assegnazione della concessione in base al reddito complessivo familiare. In questo modo, basta che in una famiglia ci sia un membro con reddito superiore all’altro, per dire addio al posteggio. Favorire esclusivamente chi ha il reddito più basso – conclude Naldoni - questo abbasserà anche la qualità stessa dei mercati perché così mancheranno professionalità, investimenti e competenze».

Poi la parola è passata ai candidati che, ovviamente con sfumature diverse, hanno convenuto sulla necessità di modificare la direttiva. “La direttiva non si può cancellare – ha detto Paolo Fontanelli – ma si deve intervenire sui criteri di applicazione. Per questo proponiamo un tavolo nazionale con tutti i soggetti interessati per scrivere insieme la norma attuativa”. “Abbiamo fatto una battaglia in Parlamento contro la Bolkestein presentando testi per la sua modifica – ha spiegato Valeria Marrocco -. Da qui ripartiremo anche nella prossima legislatura”. “Il centrodestra nel 2006 sbagliò a recepire la direttiva – fa autocritica Edoardo Ziello – ma oggi la classe dirigente è cambiata. Per noi questo è un provvedimento infame, come dice Matteo Salvini, con il quale l’Europa si comporta da padrona in casa nostra. Cambieremo le cose”. Infine Mauro Domenici: “Altri Stati europei non hanno applicato la Bolkestein, quindi anche l’Italia può fare marcia indietro. Attraverso una propria normativa che ridia sovranità al nostro Paese su questo tema che coinvolge intere categorie economiche”.

La chiusura dell’incontro da parte del presidente nazionale Anva Maurizio Innocenti: “I tempi sono strettissimi. Se infatti l’Europa non accetta la proroga del governo italiano al 2020 delle attuali concessioni, saremo costretti a fare i bandi con i criteri assurdi inseriti nella legge di Bilancio. Ci auguriamo che il prossimo governo sia pronto a dialogare con noi, altrimenti scenderemo in piazza. E saremo tantissimi».

  • Bandi Ambulanti

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