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Cascina, stop ai nuovi impianti di carburante

30 agosto 2017 In evidenza, Pisa, Valdera

Faib Toscana Nord all'attacco: i Comuni devono predisporre una adeguata programmazione e non autorizzare singole iniziative

“A Cascina con le ennesime aperture di impianti di carburante, si stanno verificando le stesse situazioni che Faib Confesercenti (il più rappresentativo dei sindacati dei gestori) ha già denunciato in altri territori comunali, Pisa in testa. Purtroppo le amministrazioni comunali sono inadempienti non avendo recepito la regolamentazione regionale toscana che impone di “individuare nel proprio regolamento urbanistico o con apposita variante agli strumenti urbanistici i criteri, requisiti e le caratteristiche delle aree”.

Questa la posizione della Confesercenti attraverso il proprio coordinatore Toscana Nord del sindacato dei gestori Faib, Adriano Rapaioli, in merito alle polemiche sollevate sulle nuove aperture di impianti di carburante a Cascina. “In assenza di un’adeguata programmazione in merito all’attività di distribuzione dei carburanti – prosegue Rapaioli - le amministrazioni non possono perseverare nell’emanazione di singoli titoli edilizi, senza un esame complessivo delle necessità di sviluppo economico urbanistico del territorio. Si deve assolutamente tenere conto delle incidenze economico-finanziare che questa pianificazione determinerà sugli impianti di carburanti limitrofi attualmente esistenti”.

Il coordinatore Faib fa qualche esempio concreto: “In assenza di un’adeguata programmazione si deve assistere all’apertura di impianti in prossimità di abitazioni (impianto Economy a Cisanello a Pisa) in un ambito territoriale già abbondantemente fornito da diversi distributori. Oppure alla costruzione di impianti  in prossimità di intersezioni stradali e di elettrodotti (impianto di via Fossa Ducaria a Barbaricina sempre a Pisa), per poi arrivare ai due costruendi impianti di Cascina autorizzati alla costruzione sulle rotatorie di accesso alla superstrada con evidenti problemi di sicurezza stradale, di appesantimento della circolazione ed ultimo, ma non meno importante, anche problematiche di inquinamento ambientale ed acustico”.

La conclusione di Rapaioli: “In Italia Faib la chiede da tempo la razionalizzazione della rete carburanti. L’erogato medio di un impianto italiano è di 1,34 milioni di litri abbondantemente al di sotto della media europea; siamo in presenza di una polverizzazione della rete con circa 22000 impianti, quasi il doppio rispetto alle nazioni europee limitrofe come Francia e  Germania. Altro dato allarmante è il crollo dei consumi di carburante: dall’inizio della crisi sono precipitati di oltre il 50% e la situazione economico finanziaria dei gestori è disastrosa. Per tutte queste motivazioni occorre dare il via ad un’adeguata programmazione che stabilisca regole precise e  che ponga fine alle aperture “scriteriate” di nuovi impianti di carburante”.

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