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Confesercenti all'attacco dell'ultimo Dpcm lancia una protesta simbolica

25 ottobre 2020 In evidenza, Locations, Toscana Nord

La chiusura dei pubblici esercizi alle 18 è insensata e assurda: subito aiuti economici dal governo. E lunedì sera serrande alzate e luci accese per manifestare.

“La chiusura di bar e ristoranti alle 18 è insensata, assurda. Penalizza un settore che in questi mesi ha speso di tasca propria per rispettare i protocolli e per mettere i locali in totale sicurezza. Pretendiamo che adesso il governo firmi immediatamente un provvedimento che conceda soldi a fondo perduto per le attività che nel prossimo mese vedranno a rischio la loro sopravvivenza”.

E’ perentorio il presidente di Confesercenti Toscana Nord Alessio Lucarotti nel commentare il nuovo Dpcm che mette uno stop alle 18 per tutti i pubblici esercizi. “Le  nuove  disposizioni causeranno  un’ulteriore  riduzione  di  circa 5,8  miliardi  di  euro  di  consumi  delle  famiglie.  L'ennesimo  colpo  per  commercio,  turismo  e somministrazione,  che  potrebbe  causare  la  chiusura  di  altre  20mila  attività,  portando  da  90  a 110mila  le  cessazioni  di  impresa  previste  quest'anno.  In  particolare  per  la  ristorazione,  bar  e pubblici esercizi è un colpo mortale, un colpo per centinaia di migliaia di imprese, ad alcuni milioni di lavoratori, alla fiducia del paese. Questa volta non ci sono alibi, conosciamo già gli effetti devastanti del lockdown sulla platea delle attività che saranno chiuse totalmente o parzialmente per decreto”.

Lucarotti parla di scelte dettate dall’onda emotiva. “La tutela sanitaria di ogni cittadino è la priorità, ma coniugarla con scelte che non distruggano l'economia è la vera sfida. Invece di intervenire ad esempio sui trasporti pubblici insufficienti, si è scelto la strada più semplice chiudendo i ristoranti ed i bar”. La conclusione di Alessio Lucarotti dedicata all’immediato sostegno economico per le imprese, annunciando anche una protesta simbolica della categoria.

“Come Confesercenti abbiamo chiesto e chiederemo con forza e in tutte le sedi possibili, che per tutte queste imprese entro poche ore arrivino veri e proporzionati contributi di ristoro. Non possiamo permetterci ancora una volta che i divieti precedano di molto i legittimi sostegni economici. Che, questa volta è bene ricordarlo, se arrivassero solo con qualche settimana di ritardo rischierebbero di trovare migliaia di saracinesche chiuse per sempre. Per questo lunedì 26 ottobre dalle 18 chiederemo ai pubblici esercizi di rimanere con saracinesche alzate e luci accese in segno di protesta contro questo provvedimento”.

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