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Decreto Ristori Bis, si ampliano i settori che riceveranno il fondo perduto

10 novembre 2020 In evidenza, Locations, Toscana Nord

Del commercio su aree pubbliche a quello al dettaglio su sede fissa, fino alla ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto. Solo per le zone rosse.

Il Decreto Ristori Bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, amplia la platea di imprese che hanno diritto al fondo perduto. Rientrano ad esempio in questo ampliamenti tutti i codici Ateco del commercio su aree pubbliche così come quelli del commercio al dettaglio in sede fissa, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, attività delle lavanderie industriali, traduzione e interpretariato, musei, bus turistici, purchè all'interno di una zona rossa.

NUOVI CODICI ATECO. I nuovi codici Ateco (clicca qui) si aggiungono a quelli dei settori della ristorazione e pubblici esercizi inseriti nel primo Decreto Ristori. A queste categorie spetta il 200% del contributo a fondo perduto già erogato con il Decreto Rilancio senza obbligo di presentare nuova richiesta solo per le zone rosse.

Un aumento di ulteriore 50% è previsto  per alberghi (codice Ateco 551000), gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti (di cui ai codici Ateco 561030 e 561041), bar e altri esercizi simili senza cucina (codice Ateco 563000) con domicilio fiscale o sede operativa zone rosse o arancioni.

CREDITO D’IMPOSTA AFFITTO. L’art. 4 estende ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda di cui all’art. 28 del decreto Rilancio alle imprese operanti nei settori inserite nel Ristori Bis.

PROROGA VERSAMENTI. Con l’articolo 6 viene precisato che la proroga al 30 aprile 2021 del termine per il versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, prevista dall’ articolo 98, comma 1, del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020), per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, operanti nei settori economici individuati nei due Decreti Ristori aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zone rosse), ovvero esercenti l’attività di gestione di ristoranti che operano nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (zone arancioni) si applica indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi del primo semestre 2020. La proroga si applica indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI PER IL MESE DI NOVEMBRE. Per i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi del DPCM del 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale, per quelli che esercitano le attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (zone arancioni e rosse), nonché per i soggetti che esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zone rosse), l’articolo 7 prevede la sospensione dei termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi: a) ai versamenti relativi alle ritenute alla fonte e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d'imposta; b) ai versamenti relativi all’IVA. I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

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