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Jobs Act, come sta cambiando il mondo del lavoro

29 aprile 2015 In evidenza, Toscana Nord, Commercio, Turismo, Terziario

Ecco in sintesi le nuove regole, a partire da quelle contenute nei primi due decreti legislativi 22 e 23 del 4 marzo 2015 (contratto a tutele crescenti e Naspi)

Allungamento della durata del sussidio di disoccupazione, stop ai contratti a progetto, rimodulazione delle tipologie contrattuali, possibile demansionamento, allungamento dei tempi per la fruizione del congedo parentale facoltativo e, soprattutto,  scomparsa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per le nuove assunzioni con il contratto a tutele crescenti.
Ecco in sintesi le nuove regole, a partire da quelle contenute nei primi due decreti (contratto a tutele crescenti e Naspi)  entrati  in vigore a marzo.
Contratto a tutele crescenti, rivisto il reintegro. Per i nuovi assunti il reintegro nel posto di lavoro sarà possibile solo in caso di licenziamento nullo o discriminatorio e nei casi di licenziamento disciplinare nel quale il giudice riconosca che il fatto materiale contestato ”non sussista”. Negli altri casi di licenziamento ingiustificato (sia per motivo oggettivo che disciplinare) la tutela è solo economica, legata all’anzianità di servizio (due mensilità ogni anno di servizio con un minimo di 4 e un massimo di 24). Per le piccole imprese restano le regole attuali.
Indennizzi monetari. Il regime dell’indennizzo monetario vale anche per i licenziamenti collettivi in caso di violazione delle procedure e dei criteri di scelta sui lavoratori da licenziare (da 4 a 24 mensilità).
Demansionamenti. In caso di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi previsti dai contratti l’impresa può modificare le mansioni del lavoratore fino a un livello inferiore senza modificare il suo trattamento economico.
Part time. Le parti possono pattuire clausole elastiche (che consentono lo spostamento della collocazione dell’orario di lavoro) o flessibili (consentono la variazione in aumento dell’orario di lavoro nel part time verticale o misto).
Addio Aspi, arriva la Naspi. Chi perde il lavoro ha almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni ha diritto a un sussidio pari alla metà delle settimane per le quali si sono versati contributi. Il sussidio è commisurato alla retribuzione ma non può superare i 1.300 euro. Dopo i primi 4 mesi diminuisce del 3% al mese. Può durare al massimo 24 mesi ed è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale. Per i soggetti che al termine del godimento della NASpI siano ancora alla ricerca di occupazione, il legislatore prevede un ulteriore sostegno al reddito: l’assegno di disoccupazione (ASDI). Sarà in vigore dal 1° maggio al 31 dicembre 2015 esclusivamente per coloro i quali siano in particolare condizione di bisogno.Si introduce un trattamento di disoccupazione (Dis-Col) anche per chi ha contratti di collaborazione.
Addio Co.co.co., spariscono i contratti a progetto. A partire dall’entrata in vigore del provvedimento (che ora va alle Commissioni lavoro delle Camere per il parere) non potranno essere stipulati contratti progetto. Quelli in essere potranno proseguire fino alla scadenza ma dal 1 gennaio 2016 ai rapporti di collaborazione ”con contenuto ripetitivo ed etero-organizzati dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato”.Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi che prevedono discipline specifiche in ragione delle particolari esigenze produttive.
Contratti a tempo determinato. Il contratto a termine mantiene la durata massima a 36 mesi, si prevede un’estensione del campo di applicazione del contratto di somministrazione mentre viene confermato il contratto a chiamata. Per il voucher viene elevato il tetto dell’importo per il lavoratore da 5.000 a 7.000 euro mantenendolo nei limiti della no tax area.
Congedi parentali. Per prendere il congedo parentale facoltativo (sei mesi in complesso) si avrà tempo fino ai 12 anni di vita del bambino (adesso l’età massima à 8). Sale da tre a sei anni l’età entro la quale il congedo facoltativo che si prende è retribuito parzialmente (al 30%).

Leggi il decreto 22/2015 Naspi

Leggi il decreto 23/2015/Contratto a tutele crescenti

Maggiori informazioni potete richiederle alle sedi Confesercenti Toscana Nord

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