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Rapporto Economia 2014 della Provincia di Massa Carrara

30 giugno 2014 Massa Carrara, In evidenza, Commercio, Turismo

Il presidente della Confesercenti di Massa Carrara Paolo Arpagaus interviene alla presentazione del rapporto economia commentando i dati per i settori del Commercio e del Turismo

Sabato 28 giugno il presidente della Confesercenti,  Paolo Arpagaus,  è intervenuto alla presentazione del rapporto economia della provincia di Massa Carrara.
Ad Arpagaus è toccato l'ingrato compito di commentare i dati dei settori del commercio e del turismo, settori che nel 2013 hanno espresso risultati molto negativi.
Il rapporto economico,  per il settore del commercio, indica il 2013 come il più nero degli ultimi dieci anni, con un calo del fatturato dell'8%. Arretrano tutti i settori compreso l'alimentare che cala del 4,2%, e per tutte le tipologie di distribuzione, compresa  la grande distribuzione, anche se i più penalizzati sono gli esercizi di vicinato. Con la fine del 2013 si sono raggiunti trentasei trimestri consecutivi di perdite. Dalla fine del 2003 gli esercizi di vicinato hanno perso il 40% di fatturato.  Si stanno modificando le abitudini commerciali dei consumatori, che si indirizzano sempre più verso i discount e il commercio on line che anche nel 2013 ha continuato a crescere di un 6%.
Il 2013 è stato l’annus horribilis per il settore del turismo il cui risultato nella nostra provincia  è molto peggiore della media regionale e nazionale,  con una contrazione delle presenze del 14% all'interno delle strutture ricettive e del 10,7% per gli arrivi dei viaggiatori, dati preoccupanti anche per i flussi delle seconde case e dei campeggi: la stagione scorsa si è chiusa con una perdita di spesa turistica pari al 5,8%.
Altro aspetto da prendere in considerazione è la marginalità nella nostra provincia della presenza turistica straniera che raggiunge appena  il 21%. In Toscana, da questo punto di vista,  siamo davanti soltanto a Prato che proprio non ha una vocazione turistica.
“I dati del rapporto - commenta Arpagaus nel suo intervento - ci devono far  capire che qualcosa forse abbiamo anche sbagliato,  senza fare la conta o la selezione delle responsabilità però  si deve ragionare che sono stati  commessi degli errori,   se questo è un trend che prosegue da dieci anni  questo significa che qualche cosa non lo sappiamo fare,  qualcosa  non lo riusciamo a fare, su qualcosa non ci crediamo fino in fondo,  gli operatori per primi,  ma anche  la classe politica, ma tutti insieme non siamo riusciti a cambiare  questo trend e questo deve farci fare  una  riflessione, io la voglio pensare positivo, siamo in fondo più in giù di cosi non possiamo andare, da ora in poi si può solo salire, scendere ancora vorrebbe dire sparire in tutti  i sensi  sia  in senso turistico ma anche commerciale. Siamo quindi all'anno zero, soluzioni in tasca non ne ha nessuno, però a volte si può pensare anche di copiare, guardiamoci intorno fuori dal  nostro territorio, quali sono le realtà che si sviluppano e quali sono le sinergie che le stesse riescono a mettere in moto. Noi abbiamo ampie possibilità di sviluppo bisogna mettere in piedi innovazione.”
“Il nostro territorio – prosegue Arpagaus -  esprime numerose potenzialità, pensiamo al comparto dei campeggi che comunque produce 50 milioni di fatturato annuo, un comparto rispetto al quale dobbiamo metterci a ragionare su  come innovarlo, pensiamo al comparto della nautica  e a che cosa può essere o non essere per il turismo, pensiamo alla zona della Lunigiana con tutto il comparto dell'enogastronomia che può rivestire un ruolo fondamentale per lo sviluppo turistico. Tutti questi elementi vanno messi a sistema, a noi manca ed  è mancato in tutti questi anni un sistema di progettazione, un sistema di programmazione serio,  vero che veda uniti tutti i nostri Comuni della Provincia, insieme alla Camera di Commercio, insieme alla Regione nel suo nuovo ruolo in cui andrà a svolgere quelle funzioni fino ad ora svolte dalla Provincia,  tutto questo può essere realizzato con la partecipazione degli imprenditori che devono essere in prima linea, in tutti i sensi, dal punto di vista economico,  di partecipazione, di volontà.  Se non si comincia un certo tipo di ragionamento di programmazione diventa difficile per tutti fare un qualche cosa in più, per gli imprenditori, per il singolo comune, per la Camera, ancor meno se andiamo avanti con la riforma delle stesse.
Se non mettiamo insieme le risorse veramente non abbiamo alcuna possibilità.
Bisogna poi dare uno sguardo anche alla questione delle infrastrutture. La viabilità ferroviaria costituisce un problema, nella nostra provincia abbiamo tre stazioni ferroviarie che non ne valgono una.  Per i flussi turistici avere una stazione ferroviaria  di riferimento in cui gli intercity abbiano una cadenza oraria ben definita aiuta a sviluppare i flussi turistici e commerciali.
Va migliorata l'interazione con l'aeroporto di Pisa, che per traffico passeggeri è tra i primi dieci aeroporti italiani, e quindi può essere un importante volano per il turismo nel nostro territorio. Le  comunicazioni tra i soggetti coinvolti,  a cominciare da  coloro che gestiscono il turismo crocieristico, devono essere più serrate per sviluppare alcune sinergie e per aprire nuove prospettive per lo sviluppo e la promozione turistica del nostro territorio.”
“Credo – conclude Arpagaus -  che insomma tutti gli sforzi possibili debbano essere fatti perché i dati sono questi, sono estremamente negativi, credo che dobbiamo fare  il nostro sforzo comune per invertire il trend e ritrovare la via della crescita.”

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