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Riapre L'Antico Vicoletto in vicolo del Tinti

02 luglio 2014 In evidenza, Pisa

Nicola De Maio ha rilevato l'attività dal Tribunale di Firenze dopo il sequestro per infilitrazioni camorristiche. Il 3 luglio l'inaugurazione. Gli auguri del prefetto Francesco Tagliente e del presidente della Confesercenti area pisana Antonio Veronese

A distanza di cinque mesi dal sequestro per infiltrazioni camorristiche, il ristorante L'Antico Vicoletto di vicolo del Tinti riapre i battenti. Era il 24 gennaio quando la Dda di Firenze portò a conclusione le indagini sul clan camorristico Contini, con la chiusura di due locali a Pisa, uno a San Giuliano, uno a Marina e uno in passeggiata a Viareggio per collegamenti tra i gestori e la criminalità organizzata. Il pm Giulio Monferini nominò a quel punto un custode giudiziario, Stefano Pozzoli, con il compito di affidarne la gestione perché fosse garantita l'occupazione ed il valore economico. A farsi avanti per L'Antico Vicoletto, locale nei pressi di Borgo Largo, è stato Nicola De Maio, napoletano di nascita e calcesano di adozione; dopo una esperienza in un locale all'Isola d'Elba ha deciso di raccogliere questa sfida. «E' sicuramente una scommessa - ci racconta davanti al suo locale - viste anche le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Una volta ottenutala gestione, c'era da fare i conti con le bollette non pagate e con una serie di lavori da compiere per rendere funzionale il locale. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta e giovedì partiremo ufficialmente». A salutare la riapertura, ieri pomeriggio, anche il prefetto Francesco Tagliente, alla sua ultima uscita istituzionale prima di lasciare piazza Mazzini. «Sono contento di essere qui, così come era accaduto alla riapertura dell'edicola di Borgo Stretto - spiega -. Due esempi chiari di come il sistema dei sequestri dei beni della criminalità organizzata è ormai maturo. Ha infatti il fine di salvaguardare comunque il valore economico dell'attività e soprattutto l'occupazione. Non limitandosi a confiscare». Tecnicamente De Maio è il gestore del ristorante, la cui proprietà, in attesa della conclusione del processo, è del Tribunale; il suo contratto scade il 28 maggio 2015, prorogabile per altri sei mesi. A suo carico un canone mensile di 400 euro più Iva che deve versare al Tribunale (oltre ovviamente alle spese dell'affitto e delle utenze); confermati anche i due dipendenti della vecchia gestione, che così riprendono a lavorare. «Siamo davvero contenti di aver aiutato questo imprenditore nell'adempimento di tutta la parte burocratica - ha detto Antonio Veronese, presidente della Confesercenti area pisana -. Imprenditore che si è messo gioco con un investimento che va ad arricchire il nostro centro storico. Riapre infatti un locale tradizionale per chi vuole vivere la nostra città in maniera alternativa ai frequentatori della movida. Un grazie a Simone Romoli, nostro responsabile del settore commerciale, per la professionalità con cui ha seguito l'intera pratica. Con la soddisfazione anche di aver mantenuto i due posti di lavoro». De Maio conclude: «abbiamo voluto mantenere la pizza napoletana, ma anche cambiare il menù del ristorante dando maggiore spazio alla cucina tradizionale, sia di carne che di pesce. A questo punto non aspettiamo altro che iniziare».

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