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Somministrazione, quando esternalizzare diventa un illecito da sanzionare

03 gennaio 2019 In evidenza, Locations, Toscana Nord

Riguarda quelle imprese che affidano alcune attività o parti di esse a soggetti diversi estranei al proprio ciclo produttivo.

Il sistema attuale delle attività produttive vede il consolidarsi del così detto “processo di esternalizzazione” col quale sempre più imprese affidano alcune attività o parti di esse a soggetti diversi, estranei al proprio ciclo produttivo. L’esternalizzazione può avvenire tramite la “somministrazione” , il “contratto di appalto” o “il distacco”

Il contratto di somministrazione, di cui al D.lgs 81/2015 art.li dal 30 al 40, è il contratto con il quale un’Agenzia di Somministrazione Autorizzata mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione ed il controllo dell’utilizzatore. Il compenso percepito dall’Agenzia è rapportato alle ore di lavoro prestate dai lavoratori

Il contratto di appalto, stipulato e regolamentato ai sensi dell’art. 1655 e dall’art. 29 del D.Lgs. 276/2003, si distingue dalla somministrazione di lavoro in quanto l’organizzazione dei mezzi necessari, l’esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati sono in capo all’appaltatore-datore di lavoro, il quale si assume il rischio di impresa. Il valore dell’appalto è legato alla realizzazione dell’opera o de servizio.

Il distacco, di cui all’art. 30 del D. Lgs.276/2003, si realizza quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa.  Il trattamento economico e normativo a favore del lavoratore resta a carico del datore di lavoro, ma l’accordo può prevedere il rimborso del trattamento economico da parte dell’azienda distaccataria (utilizzatrice).

Nel caso in cui venga effettuata una esternalizzazione attraverso la stipula di uno dei contratti sopra indicati, senza che questo presenti gi elementi  di liceità e legittimità delineati dal legislatore, si configura la fattispecie della “somministrazione abusiva” e “dell’appalto o distacco illecito”, anche  generalmente chiamata  “somministrazione illecita”.

La somministrazione illecita da 06 febbraio 2016, con l’entrata in vigore del D.Lgs. 8/2016, è stata  depenalizzata da reato ad illecito amministrativo. In caso di accertata somministrazione illecita, le conseguenze per l’azienda committente/utilizzaztrice/distaccante sono:

sanzione amministrativa di tipo proporzionale progressivo pari a €. 50 per ogni lavoratore occupato e per ciascuna giornata di occupazione, ma la sanzione da irrogare non può essere inferiore a €. 5000 né superiore a €. 50000;

responsabilità solidale per le inadempienze contributive e assicurative:

in ambito previdenziale l’unico rapporto di lavoro rilevante verso l’ente previdenziale è quello intercorrente con il datore di lavoro effettivo, intendendosi per tale colui che utilizza la prestazione lavorativa del lavoratore, quindi, il personale ispettivo procederà alla determinazione dell’imponibile contributivo dovuto per il periodo della somministrazione/appalto/distacco in base al CCNL applicabile all’azienda utilizzatrice e al conseguente recupero nei confronti della stessa, dedotti i pagamenti eventualmente effettuati dall’azienda datore di lavoro legale.

Nel caso di somministrazione illecita con sfruttamento di minori si configura un reato, quindi punito con la pena dell’arresto fino a 18 mesi e ammenda fino a  €. 300.     

Per qualsiasi chiarimenti rivolgiti alle sedi Confesercenti Toscana Nord.

     

     

 

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