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Split payment, adesso gli errori di fatturazione devono essere corretti

08 novembre 2017 In evidenza, Toscana Nord

Nessuna correzione deve essere fatta, invece, per le fatture emesse erroneamente con il regime ordinario dopo il primo luglio.

Gli errori di fatturazione relativi allo split payment dovranno essere da oggi corretti con una nota di variazione della fattura mentre nessuna correzione deve essere fatta per le fatture emesse erroneamente con il regime ordinario dopo il primo luglio.

E’ quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate che ha diffuso una circolare nella quale si illustrano le modifiche, e soprattutto l’estensione, della disciplina dello split payment in base alla quale, per gli acquisti di beni e servizi effettuati dalla Pa e dalle società pubbliche, l’Iva addebitata in fattura deve essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non più dal fornitore.

La nuova disciplina, contenuta nel decreto fiscale ora all’esame del Senato, ha esteso l’applicazione della “scissione dei pagamenti” anche alle operazioni verso le amministrazioni pubbliche per le quali è obbligatoria la fattura elettronica e disposto la normativa anche per le società controllate da enti pubblici centrali e locali, anche quelle quotate. Altra novità riguarda l’applicazione dello split payment ai compensi per prestazioni di servizi rese dai professionisti. Nel dettaglio:

A CHI FATTURARE CON SPLIT PAYMENT – Rientrano nell’applicazione della scissione dei pagamenti nuove Pa e nuove società. In particolare, per quanto riguarda le Pa, la platea degli interessati corrisponde, ora, a quella dei soggetti verso cui i fornitori hanno l’obbligo di emettere fattura in formato elettronico. Si tratta, quindi, di tutti gli enti iscritti all’Ipa (Indice delle pubbliche Amministrazioni), con la sola eccezione dei “Gestori di pubblici servizi”. Rientrano, inoltre, nella scissione dei pagamenti tutte le società, controllate da Pa centrali o locali oppure quotate e inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana, indicate negli appositi elenchi pubblicati dal Dipartimento delle Finanze.

LO SPLIT DEI PROFESSIONISTI - A partire dalle fatture emesse dal 1° luglio 2017, infatti, il meccanismo della scissione dei pagamenti si estende ai compensi sottoposti a ritenuta alla fonte a titolo di acconto o d’imposta, relativi alle prestazioni di servizi rese dai professionisti.

ESIGIBILITA’ A DUE VIE - E’ stata introdotta la possibilità per le Pubbliche amministrazioni e le società acquirenti di beni e servizi di anticipare l’esigibilità dell’imposta al momento della ricezione ovvero al momento della registrazione della fattura di acquisto. La scelta per l’esigibilità anticipata può essere fatta in relazione a ogni fattura ricevuta/registrata. In pratica, spiega l’Agenzia, per esprimere la preferenza basterà il comportamento concludente del contribuente.

GLI ERRORI - I soggetti che, pur dovendo applicare lo split payment, hanno emesso fatture erroneamente con il regime ordinario dopo il 1° luglio 2017 fino alla pubblicazione della circolare non dovranno effettuare alcuna variazione sempre che l’imposta sia stata assolta. A partire da ora, invece, i fornitori dovranno regolarizzare le fatture emesse con erronea applicazione dell’Iva ordinaria, o erronea indicazione della scissione dei pagamenti, emettendo una nota di variazione e un nuovo documento contabile.

IL CALENDARIO DEI VERSAMENTI - Pubbliche amministrazioni e società acquirenti di beni e servizi possono versare cumulativamente l’Iva dovuta tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile (senza possibilità di compensazione e utilizzando un codice tributo appositamente istituito), oppure effettuare: versamenti cumulativi giornalieri, in relazione all’insieme delle fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile giorno per giorno; versamenti distinti relativamente a ciascuna fattura la cui imposta è divenuta esigibile. In alternativa, le pubbliche amministrazioni e le società acquirenti di beni e servizi possono far confluire l’imposta dovuta nella liquidazione periodica, avvalendosi della possibilità di annotare le  fatture di acquisto, oltre che nel registro degli acquisti, anche nel registro delle fatture e dei corrispettivi previsti negli articoli 23  e 24 del Dpr n. 633/1972.

NESSUNA CORREZIONE PER GLI ERRORI DA LUGLIO A OGGI
– L’Agenzia chiarisce che i soggetti che, pur dovendo applicare lo split payment, hanno emesso fatture erroneamente con il regime ordinario dopo il 1° luglio 2017 fino alla pubblicazione della circolare non dovranno effettuare alcuna variazione sempre che l’imposta sia stata assolta. Ora, invece, i fornitori dovranno regolarizzare le fatture emesse con erronea applicazione dell’Iva ordinaria, o erronea indicazione della scissione dei pagamenti emettendo una nota di variazione e un nuovo documento contabile.

COS’È LO SPLIT PAYMENT – Il meccanismo della scissione dei pagamenti, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, prevede che per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti affidabili (Pa e Società) l’Iva addebitata in fattura debba essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non più dal fornitore.

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