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Turismo in Val di Cecina ancora in crescita

01 febbraio 2018 In evidenza, Locations, Valdicecina

Confesercenti Toscana Nord ha presentato a Volterra i numeri del 2017 che confermano un aumento del 5,3% rispetto all'anno precedente. Ma esiste anche un problema legato alle strutture sommerse.

Oltre 350.000 presenze turistiche nel 2017 in Val di Cecina (467.000 se si considera anche le strutture sommerse, quello cioè che sfuggono a controlli e rilevamenti ufficiali), una permanenza media di quasi tre giorni e mezzo ed un incremento del 5,3% rispetto all’anno precedente. Questi i numeri che emergono dallo studio che Confesercenti Toscana Nord ha presentato ieri nel forum del turismo a Palazzo dei Priori, iniziativa in collaborazione con il nostro giornale ed inserita negli “Orizzonti del Tirreno”. Lo studio fa parte del bollettino turistico che Confesercenti Toscana Nord ormai realizza da alcuni anni per offrire a imprenditori e istituzioni un panorama dei flussi turistici dopo che le competenze di questo settore sono passate dalle Province alla Regione facendo perdere quella puntualità di dati prima presente. Per la prima volta Confesercenti Toscana Nord si è concentrata sulla Val di Cecina (i comuni sono Volterra, Montecatini, Monteverdi, Pomarance e Castelnuovo) con una indagine sul campo realizzata da Marco Ricci, consulente Centro assistenza tecnica dell’associazione.

NUMERI POSITIVI. I numeri del 2107 che emergono sono positivi confermando quindi un trend positivo ormai di un paio di anni. “Tanti sono i segnali che indicano da circa due anni un aumento delle presenze turistiche nel territorio della provincia di Pisa, che si concentra in particolare nelle due maggiori città d'arte, Pisa e Volterra – spiega Marco Ricci -. La situazione della città etrusca trova riscontro nell'intera area della alta Val di Cecina: infatti la possibilità di abbinare città d'arte e turismo rurale, costituisce il maggiore punto di forza della zona. Ecco quindi che il 2017 segna un anno in positivo, in continuità con il 2016”.

PRESENZE. Le presenze turistiche nel 2017 registrano un totale di 354.033 così distribuito: 15.019 per Castelnuovo, 71.654 Montecatini, 13.431 Monteverdi, 38.328 Pomarance e 215.600 Volterra. La permanenza media dei soggiorni è di poco inferiore ai tre giorni e mezzo: il picco si ha su Montecatini e Monteverdi che i turisti scelgono per quattro giorni e mezzo. Ancora Ricci: “La stima dei movimenti turistici del 2017 in Val di Cecina si attesta su un incremento complessivo medio del +5,3% delle presenze. La differenza per Comune non appare significativa, nel senso che tale aumento riguarda in simil misura tutte le realtà. L'andamento delle festività di fine anno a sua volta ha segnato un andamento in linea con quello dell'anno precedente, quando tuttavia si era registrato un aumento medio della stessa entità del 5,5%. Buono anche il dato sulla propensione alla spesa da parte dei turisti nel corso del 2017 – aggiunge il consulente Centro assistenza tecnica -: il 47% degli operatori intervistati dichiara un evidente aumento della spesa turistica”.

IL SOMMERSO. Confesercenti Toscana Nord è riuscita anche a stimare i dati della ricettività sommersa, quella non ufficiale che ultimamente sta prendendo piede soprattutto grazie ai portali internet. “Le presenze nelle strutture non ufficiali arriverebbero ad essere il 24% di quelle complessive – ha spiegato ancora Ricci -. Riteniamo comunque prudenziali i dati esposti, cioè calcolati per difetto. Un aspetto questo messo in luce dagli imprenditori da noi intervistati visto che il 26% ritiene che l'offerta non ufficiale e quindi non chiara nei termini dei servizi e dei prezzi, sia fortemente nociva per le imprese regolari”.

I PUNTI DEBOLI. E’ la viabilità il principale punto di debolezza che gli imprenditori turistici della Val di Cecina hanno evidenziato raccogliendo anche le indicazioni del loro clienti. “La questione viabilità – ha concluso Marco Ricci – è stata evidenziata come carenza del territorio dal 47,40% degli intervistati. Il 24,80% ha invece posto l'attenzione sui trasporti pubblici, che in qualche modo possono risolvere la questione della viabilità: frequenza, chiarezza e puntualità degli orari, connessione con zone rurali, sono elementi critici, il cui costo tuttavia non rende semplice l'adeguamento. Il 12,80%, infine, ha indicato il maggiore punto di debolezza nella scarsa capacità degli operatori di costituire un sistema turistico coeso. Poi, soprattutto per Volterra, un turismo ancora mordi e fuggi che si fatica ancora a trattenere e che gli imprenditori chiedono di fidelizzare maggiormente".

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