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Un Natale diverso con l'obiettivo della tanto attesa rinascita nel 2021

21 dicembre 2020 In evidenza, Locations, Toscana Nord

Un augurio di speranza a tutte le imprese del commercio, turismo e servizi da parte del presidente Confesercenti Toscana Nord Alessio Lucarorri

Siamo entrati nella settimana delle festività natalizie, ma quest’anno non sarà come tutti gli altri, dal punto di vista sociale e tantomeno da quello imprenditoriale. Feste contingentate, incontri al contagocce, regole ferree per pranzi e cenoni, niente ristoranti, niente vacanze.
Una delle stagioni più importanti dell’anno per tante delle nostre imprese, una di quelle che per molti vale una bella fetta del fatturato annuale, è stata spazzata via dalla pandemia. Con l’aggravante che non è la prima, quest’anno, e forse nemmeno l’ultima.

Condividendo la priorità di salvaguardare la salute pubblica e l’integrità sociale, non possiamo non rimanere sgomenti dal modo in cui tutto questo stia succedendo: mancanza di pianificazione, comunicazioni tardive e spesso contraddittorie, regole di coloratura che - in assenza di chiarezza - appaiono applicate in modo arbitrario se non punitivo, incertezza totale su ristori e provvedimenti economici di salvaguardia per i più colpiti stanno generando dolore, rabbia, insofferenza in tantissimi di noi. Qui non si tratta di opporsi a provvedimenti di tutela ma di non rimanere uccisi dalla cura che dovrebbe salvarci.

Nonostante tutto dobbiamo mantenere la lucidità e guardare al futuro, lottando nell’immediato con tutte le nostre forze per ottenere quei sostegni che permettano a tutti di non rimanere schiacciati. Sostegni per i quali i dirigenti della nostra associazione stanno combattendo in modo strenuo, a tutti i livelli: dagli interventi minimi ma spesso vitali dei comuni (con il grande sforzo dei nostri rappresentanti locali a non arretrare in nessuno dei territori della vasta area di Toscana Nord), a quelli di più ampia prospettiva del livello regionale (sebbene spesso schiacciati e limitati dalle normative nazionali), a quelli più complessi e vorticosi del livello nazionale, ma gli unici a poter dare respiro e prospettiva alle tantissime questioni sul tavolo.

Vale la riflessione che molti osservatori internazionali hanno fatto su quanto è successo e sta ora succedendo in Italia: il nostro paese è stato quello che per primo ha meglio risposto all’emergenza sanitaria a livello internazionale quando si è inizialmente presentata. Tanti ci additavano come “stravaganti” o “eccessivi” nella prima reazione di marzo, salvo ricredersi molto presto e seguire il nostro esempio. La creatività e la prontezza di attivazione tipicamente italiane hanno fatto la differenza. Quando però lo spirito di adattamento, la pronta reattività, la creatività della soluzione improvvisata avrebbero dovuto lasciare posto alla pianificazione, alla previsione, all’ordinata organizzazione di quanto sarebbe accaduto più avanti per far fronte alla inevitabile seconda ondata, l’Italia ha fallito, confermando al tempo stesso le sue virtù e i suoi limiti. La nostra proverbiale creatività, la nostra innata capacità di adattamento avrebbero dovuto essere affiancati da visioni più lunghe e approcci più strutturati. Ma tant’è.

Usiamo allora questi giorni di forzato, odioso e non voluto riposo per dar fondo alla nostra virtù. Reinventiamoci, cambiamo la visione delle nostre imprese, prepariamoci ad una stagione di rilancio completamente nuova e diversa da quanto abbiamo fatto fino ad oggi. Se ci aspettiamo che in qualche modo torni tutto come prima, subiremo ancora una volta la pandemia, con esiti ancora più catastrofici.

E intanto, nell’immediato, godiamoci la famiglia, riscopriamo le relazioni autentiche, recuperiamo le energie per prepararci ad una vera e profonda rivoluzione.

Buon Natale, e avanti, verso l’anno nuovo.

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