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Green pass, ecco i chiarimenti per ristoranti e piscine all'interno delle strutture ricettive

02 agosto 2021 In evidenza, Locations, Toscana Nord

Per quanto riguarda i controlli, il titolare nel richiedere il certificato non ha l'obbligo di verificare il documento di identità non essendo pubblico ufficiale.

Nessun obbligo di green pass per i ristoranti al chiuso e piscine all’aperto all’interno di strutture ricettive, nessun obbligo per le fiere mercatali, nessun obbligo di verifica dei documenti da parte del gestore quando il cliente mostra il certificato. Sono questi alcuni fondamentali chiarimenti che Confesercenti Toscana Nord ha ottenuto con i suoi uffici legali nazionali in vista dell’ormai imminente entrata in vigore del green pass prevista dal prossimo venerdì.

“Sono diverse le incongruenze e le incertezze ricollegate al cosiddetto “decreto green pass” – si legge in una nota dell’associazione -. Per questo la Confesercenti nazionale ha predisposto una serie di emendamenti al disegno di legge di conversione atti a risolvere le situazioni ritenute “impercorribili” per le attività economiche o poco chiare, anche se, dal confronto con esponenti del governo, alcune problematiche sembrano già risolvibili in via interpretativa ed in tal senso sono state date rassicurazioni. Innanzitutto per quanto riguarda i servizi di ristorazione per i quali scatta l’obbligo di green pass se i tavoli sono al chiuso. Una norma però – spiega ancora Confesercenti Toscana Nord – che riteniamo non debba essere applicata ai servizi di ristorazione annessi alle strutture ricettive. Ciò perché per l’accesso a queste ultime non è richiesto il certificato verde”.

Altra questione delicata riguarda l’obbligo o meno di green pass per le fiere, intese da Confesercenti Toscana Nord come i classici eventi mercatali (pensiamo ad esempio a Sant’Ermete a Forte dei Marmi o al Settembre Lucchese). “La norma, come concepita, riguardante le fiere mercatali è di fatto inapplicabile – spiega l’associazione -, poiché non si comprende come tecnicamente sia possibile la verifica del possesso del certificato verde per manifestazioni che si tengono all’aperto, per le strade e le piazze, senza contingentamenti e barriere fisiche, alla stregua dei mercati “in sede impropria” (cioè di quei mercati che non si tengono in strutture “dedicate”), per i quali peraltro non è previsto l’obbligo del certificato verde. La disposizione implica dunque un chiarimento inerente la non applicabilità del “green pass” alle fiere o comunque un urgente intervento modificativo. Ci sono state date anticipazioni secondo cui il problema verrà positivamente risolto”.

Infine la questione dei controlli del green pass, soprattutto da parte dei ristoratori, che tante polemiche ha sollevato in questi giorni dalle associazioni di categoria. “Per come è scritta, la norma non sembra implicare a carico dell’imprenditore, in questo caso non essendo pubblico ufficiale, l’obbligo di richiedere l’esibizione dei documenti di identità da parte degli intestatari del green pass – conclude la nota di Confesercenti Toscana Nord -, ponendo la richiesta quale mera eventualità e non chiarendo quale sia la conseguenza di un rifiuto da parte dell’interessato ad esibire il documento. Comunque a nostri soci abbiamo consigliato di scaricare la app gratuita (VerificaC19) in grado di leggere il codice a barre del green pass in tempi rapidissimi”.

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