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Eventi e inquinamento acustico, le preoccupazioni di Confesercenti

20 febbraio 2014 Massa Carrara, Turismo

Servono correttivi, le limitazioni sono inutili e dannose.

«Le nuove normative regionali e quelle comunali di cui si ventila l’emanazione, in materia di inquinamento acustico, non possono essere considerate “un’opportunità” – dichiara il Presidente di Confesercenti Paolo Arpagaus – ma al contrario rischiano di limitare fortemente la capacità imprenditoriale dei titolari locali dei centri storici, in un periodo già particolarmente complesso a causa della grave crisi economica. A tal proposito, sin dalla pubblicazione del regolamento regionale, tramite le nostre strutture regionali, abbiamo già chiesto alla Regione, la riapertura di un tavolo di confronto, all’interno del quale possano essere discusse le criticità che la nuova normativa ha messo in campo».

«Nel caso del centro storico di Massa – aggiunge Arpagaus – 15 eventi, 25 se organizzati o patrocinati da un ente pubblico, sono sicuramente insufficienti per un’adeguata attività di promozione e sviluppo delle attività nel centro e sarebbero comunque insufficienti anche nel caso che i commercianti decidessero di organizzare gli eventi unitariamente. Limitando la capacità imprenditoriale degli operatori, oltretutto in un periodo di grave crisi, si ottiene il risultato di arrecare danno a tutto il sistema turistico che ha nel sistema dell’intrattenimento un punto di forza importante. Occorre anche chiarirsi le idee in questo paese sul rapporto tra regole e  liberalizzazione. Possibile che da un lato – quando questa fa comodo magari alle grandi imprese – sia un totem intoccabile e i limiti siano un “vulnus” alla democrazia, mentre quando si parla dell’esercizio quotidiano delle piccole imprese, si voglia continuamente mettere paletti e limiti?»

«Sia chiaro. Ciò non significa non affrontare le esigenze dei residenti e la qualità della vita della nostra città – continua il Presidente di Confesercenti. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre partecipato attivamente a Massa, come in altri territori come Lucca, Pisa e Firenze, a tavoli istituzionali che hanno cercato di stabilire un sistema di dialogo tra le parti, protocolli di comportamento condivisi, che possano coniugare le diverse esigenze di imprese e cittadini. L’obiettivo di tutti dovrebbe essere quello di far crescere l’offerta (e quindi l’economia, il lavoro, la qualità dell’accoglienza delle nostre città) rendendola adeguata e sostenibile con la qualità della vita dei nostri centri. Anche noi vogliamo costruire modelli di città da vivere e non solo da bere, ma non certo limitando l’offerta e le opportunità, con il rischio di impoverire ulteriormente i nostri centri»

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